CLAUDIO ZANINI
Esultavano le fronde al sole,
stormire verdeggiante,
nel vespertino tremore,
e tutto fremeva l’albero grande,
dalle radici nel grembo materno
d’ombra terrestre feconda
alle cuspidi in alto leggere.
Non canta più l’albero immenso
di viale Argonne, ora reciso
da lame e denti d’acciaio
dal lavorio cieco d’insonni pietre,
aspri metalli e cementi
fuoco d’invasiva metropoli
a spianare terra desolata
in prosciugata linfa vitale
e sbiancarsi arso di polvere.
Non palpita più l’albero grande
di viale Argonne, ampio di rami,
cime al cielo protese, anelanti
l’azzurrarsi infinito di spazi.
(L’immagine è di Claudio Zanini, Albero, cm. 41×30 – tempera su carta – 2005)
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